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Chiara.carlo
Radon

Buongiorno,
Mi chiamo Chiara. Innanzitutto grazie di cuore per questo servizio fondamentale che offrite.
Ho diversi quesiti,ovviamente tutti collegati ,per i quali vi chiedo un consulto.
Ho una stireria ed ho iniziato ad interessarmi alle sostanze tossiche appunto per salvaguardarmi.
Assumo ogni giorno delle gocce di ossigeno,cerco di mangiare bene,cerco di aerare l'ambiente il più possibile
Nel tempo libero sono archeologa,ovvero partecipo a scavi archeologici nel Lazio dove,però,so esserci la più alta concentrazione di radon.
Non vi nego che la cosa mi spaventa moltissimo anche perchè,essendo ignorante in materia,ogni preoccupazione diventa enorme.
Dunque,leggo che il radon esce dal terreno.
Io quando scavo vado ovviamente sotto terra e all'inizio è tutto chiuso sino a quando lo scavo non si amplia.
Aggiungo che vorrei andare a vivere là al più presto e così si fanno avanti altri dubbi:
1)il cibo che cresce su quei terreni tufacei,è quindi pieno di radon?vedi la carne, le verdure...oppure non c'entra nulla e posso mangiare tutto tranquillamente?
2) mettiamo che,nella peggiore delle ipotesi,io trovi una casa antica (l'avrei già vista),con inserti in tufo,sono rovinata?ovvero destinata a sviluppare tumore al polmone?
3) quei luoghi sono la mia vita,la mia passione,non mi capacito che possano essere dannosi.
4) spesso sono da amici che vivono là in seminterrati tufacei,devo dire che stanno tutti benissimo e forse non sanno nemmeno della presenza del radon.
5) per ultimo:mi diletto a fare piatti e vasi/tegami in terracotta con la terra che trovo la,in Lazio.se.uso questi piatti e tegami,provenendo la terra da zona ricca di radon,vulcanica,mi porto il radon nel piatto e lo ingerisco usandoli anche per la cottura?
Probabilmente a voi parranno domande stupide ma in internet,nelle testate giornalistiche c'è sempre molto terrorismo,a volte immotiato .
Ma il radon poi quando decade,si trasforma in metalli pesanti quali uranio e piombo?è l'ultima domanda per capire cosa posso fare a livello di integrazioni alimentari,sempre se si tratta di metalli pesanti.
Vi ringrazio di cuore e spero abbiate la pazienza di comprendere i miei timori
Chiara

ffrigerio
Radon e tufo

Gent.ma

in effetti molto spesso il rischio radon è associato alle case in tufo ma in realtà sono diversi i materiali da costruzione, o semplicemente i suoli che comportano un accumulo di radon negli ambienti chius.

Le informazioni in internet dovrebbero essere reperite solo da siti istituzionali, proprio per non farsi fuorviare.

L'ente che istituzionalmente ha il compito di proteggere la popolazione dall'esposizione a radon è l'Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (ARPA), competente per territorio.

Può trovare qui

http://www.arpalazio.gov.it/ambiente/radioattivita/radon.htm

le indicazioni fornite da ARPA Lazio, anche in relazione alla bonifica.

In effetti, un certo numero di tumori polmonari è correlabile all'esposizione a radon, trattandosi di un rischio di tipo stocastico si assume che non esista un livello di esposizione "sicuro", tuttavia, poichè il radon non è l'unica fonte di esposizione naturale a radiozioni ionizzanti, si definisce oggi un "livello di riferimento al di sopra dei quali si ritiene inopportuno permettere che si verifichino esposizioni, anche se non è un limite che non può essere superato".

Una discussione aggiornata del significato del livello di riferimento, si trova anche in questo blog

https://www.fisicamedica.it/node/28546

il post è un pò tecnico, le consiglierei quindi di leggersi prima la documentazione ARPA.

In sintesi, ricordo solo che essendo il radon un gas inerte, interagisce pochissimo con gli altri elementi. I suoi prodotti di decadimento sono effettivamente metalli pesanti ma caratterizzati da vite medie molto brevi.

Questo significa che, dal punto di vista chimico, la loro concentrazione è trascurabile, costituiscono un rischio solo in tanto e in quanto possono rilasciare energia nei polmoni di chi staziona in un ambiente con aria ricca di radon, ma, generalmente, senza alcun rischio di contaminazione degli alimenti eventualmente conservati nello stesso locale.

Proprio per la natura di gas inerte, una eventuale contaminazione da radon di qualunque matrice, dall'acqua agli alimenti, si disperde semplicemente esponendoli all'aria esterna: la stessa tecnica di analisi del radon disciolto in acqua prevede di estrarre il gas dal campione semplicemente agitandolo.

Cerchi quindi serenamente casa in Lazio, eventualmente chiedendo al venditore di effettuare una misura del radon, magari con l'aiuto dell'ARPA in ogni caso avvalendosi di un laboratorio idoneamente attrezzato per la fornitura dei materiali per le misure e di un Esperto Qualificato in radioprotezione per individuare eventuali provvedimenti da prendere per la bonifica, necessaria in caso di concentrazioni superiori al livello di riferimento, che la piùrecente Direttiva 2013/59/Euratom fissa in 300 Bq/m2 .

Cordiali saluti e grazie per averci dato modo di chiarire anche questo aspetto.

 

Chiara.carlo
Radon

Gent.mo Frigerio,
La ringrazio moltissimo per la sua risposta.
Avrei ancora qualche domanda
In primis non ho compreso questa frase ,che riporto: "livello di riferimento al di sopra dei quali si ritiene inopportuno permettere che si verifichino esposizioni, anche se non è un limite che non può essere superato".
L'ho riletta diverse volte ma non riesco a chiarirmi il significato.
Come seconda cosa,il dubbio è questo:io faccio spesso pulizia dai metalli pesanti attraverso un gel,una alimentazione abbastanza sana (ogni tanto qualche strappo me lo concedo),e assumo cibi antiossidanti in via preventiva avendo un lavoro dove rischio di respirare (come poi tutti) sostanze nocive (ho fatto il test del capello e fortunatamente ho un valore molto basso di metalli pesanti)
Il radon quindi, è lui a creare l'eventuale danno fisico o i metalli pesanti in cui si trasforma?mi sono spiegata?è per capure se sto facendo la terapia giusta..spero di sì...
Per ultimo,una ulteriore conferma:oggetti del sottosuolo, (mi riferisco a reperti in metallo,in terracotta,in pietra ,ovvero monili,vasi ,complementi )con i quali ,in archeologia,si viene costantemente in contatto anche per il restauro (prevedendo quindi di restaurarli da vicino e per molte ore),così come i tegami che io ho creato con la terra di quei luoghi (e che uso per cucinare),così come i formaggi ,il vino e i salumi che restano mesi nelle grotte di tufo:posso usarli,maneggiarli ,starci vicino e mangiarli rispettivamente?
La ringrazio per le altre mille domande,ma il Lazio e l'archeologia sono la mia vita

ffrigerio
Radon e livello di riferimento

La definizione di livello di riferimento è forse complicata ma è tratta letteralmente dalla Direttiva. 

Il rischio radon, come per le radiazioni ionizzanti in generale è di tipo stocastico,  ovvero aumentando l'esposizione non aumenta l'effetto ma la probabilità di avere un qualche effetto.

Poiché alle radiazioni ionizzanti siamo esposti anche per via di altre sorgenti, possiamo dire, in linguaggio più colloquiale ma meno accurato che:

meno radon respiriamo, meglio è anche se non superiamo il livello di riferimento, 

se superiamo il livello di riferimento il rischio comincia a essere importante quindi è meglio fare qualcosa. 

Per dare un'idea della rilevanza di un rischio che è legato all'esposizione cronica, è importante ricordare che il livello di riferimento è definito come media annuale,  e le azioni di rimedio eventualmente richieste devono essere completate, per legge, entro due anni.

Quanto alla questione dei metalli pesanti, il danno è dovuto all'energia rilasciata nelle cellule nel processo con il quale il radon si trasforma in metallo pesante e a quella molto minore rilasciata dalla trasformazione dei metalli pesanti.

La concentrazione degli stessi dal punto di vista tossicologico chimico è irrilevante. 

Ricordo poi che le radiazioni ionizzanti "colpiscono" per esposizione diretta alla sorgente, come quando siamo sottoposti a una radiografia,  o per incorporazione della sorgente come quando, appunto,  si respira del radon o si dovesse bere acqua contaminata.

Manufatti o anche cibi che siano stati in passato esposti a radon non comportano alcun rischio. 

Nel solo caso di esposizione a concentrazione veramente alta (1000 volte il livello di riferimento), può essere consigliabile esporre all'aria pulita per qualche ora il cibo prima di consumarlo.

Concentrazioni così elevate, sono possibili nelle miniere di uranio,  non in luoghi aperti al pubblico, e sarebbero già note ad ARPA. 

Infine ricordo,  pur non essendo medico, che non esistono terapie o profilassi contro le radiazioni, in qualche caso è possibile trattare gli effetti acuti delle radiazioni,  ma questi effetti non sono in alcun modo ipotizzabili nel suo caso.

Si dedichi serenamente alla sua attività e grazie per averci dato modo di chiarire aspetti che spesso suscitano timori ingiustificati.